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Parliamo di Psicologia



All’inizio la relazione era bellissima, lui ti faceva sentire speciale, camminavi tre metri sopra il cielo e ti sembrava quasi impossibile che lui avesse occhi solo per te.

Gradualmente hai iniziato ad accorgerti che non era così tutto rose e fiori. 

Lui ha iniziato a prendere le distanze, magari anche a svalutarti mentre tu cercavi di non vedere. Le tue continue richieste di attenzione venivano ignorate mentre lui si allontanava sempre di più.

Sentivi che rischiavi di perderlo dunque hai provato a cambiare, iniziando a cercare di compiacerlo rinunciando lentamente a un pezzettino di te nella speranza che avvicinandoti di più ai suoi gusti e ai suoi bisogni, finalmente lui tornasse a vederti come faceva all’inizio.

Riconquistarlo è diventato un pensiero ossessivo, e in tutto questo ti sei dimenticata di qualcosa di molto importante: ti sei dimenticata di TE.

 

Questo è un classico esempio di dipendenza affettiva passivo-dipendente

 

Tale forma di dipendenza affettiva è caratterizzata dalla simbiosi con l’altro.

La persona ha una forte paura di essere abbandonata da chi ama, senza il quale sente di non poter affrontare niente. Tendenzialmente diventa devota al partner adattandosi alle sue richieste e caratteristiche, fino all'annullamento di sè

Di solito quindi, si lega a persone seduttive che non vedono l’ora di essere adorate, solitamente un narcisista. Queste persone chiedono solo ammirazione, dunque, nel momento in cui le richieste aumentano, prendono le distanze

Si ritrovano quindi in una relazione senza reciprocità che fa covare in loro una rabbia che rimane però silente, raramente esplode e quando accade rientra subito perchè teme che il suo risentimento possa allontanare la persona amata.

Si innesca così un meccanismo che porta il dipendente ad alternare la cura e la dedizione all’altro alle proteste, per vivere poi ciò che più teme: solitudine e abbandono.

In questa tipologia solitamente il dipendente viene lasciato, oppure pur di non perdere l’altro, arriva al completo annullamento di sé, accettando tradimenti, svalutazioni e addirittura violenze.


COME USCIRE DA QUESTA DIPENDENZA

Prima di tutto è importante ammettere di avere un problema.

Questo è il primo passo da fare per riappropriarsi di se stessi.

Diventa fondamentale portare l’attenzione su di sé, è come se si dovesse (ri)costruire quella parte alla quale si è imparato a rinunciare:

riconoscere e ascoltare i propri bisogni, rinsaldare l'autostima, ridefinire la propria identità ma soprattutto, imparare ad amare se stessi.


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