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Gli Eventi



Cos’è il sexting?

Deriva dalla crasi di sex (sesso) e texting (messaggiare) e consiste nell’invio e nella ricezione di testi, immagini, video dal contenuto sessualmente esplicito, tramite mezzi di comunicazione digitale (chat, social network, videochiamate, email).

È un fenomeno che riguarda non solo i più giovani, ma anche gli adulti.

 

Non c’è niente di male nel sexting di per sè.

Quando c’è consapevolezza il sexting può anche mettere il “pepe” nella relazione, soprattutto in una relazione adulta.

I rischi, però, possono iniziare nel momento in cui vengono a mancare la consapevolezza ed il consenso di entrambi.

Spesso dietro al sexting si nasconde il bisogno di essere parte del gruppo, di piacere, di essere “come tutti gli altri”: si nasconde qui la vera trappola.

Consenso - non consenso, assentire a qualcosa che in realtà non ci va di fare per rispondere al bisogno più grande di tutti: essere accettati.

 

Quali sono i rischi?

Innanzitutto, trattandosi di internet, bisogna ricordarsi che nel momento in cui si condivide un qualsiasi contenuto se ne perde il controllo e la proprietà. Questo rende impossibile sapere chi effettivamente ne entrerà in possesso. Basti pensare semplicemente che, anche quando il contenuto sembra sparire dopo un certo periodo di tempo, esso, in realtà, può essere conservato tramite screenshot e salvataggio. Una possibilità che rende più facile la diffusione potenzialmente infinita del materiale e l’esposizione al cyberbullismo.

 

Nei casi più gravi si può arrivare fino a:

  • sextortion (estorsione sessuale): è un ricatto sessuale che consiste nella minaccia di diffondere il contenuto intimo in cambio di soldi o di materiale ancora più compromettente (“mandami altro o tutti lo sapranno”);
  • revenge porn (vendetta porno): questo termine indica la minaccia o l’effettiva pubblicazione del materiale sessuale, senza il consenso della persona coinvolta. Infatti ad agire il ricatto sono solitamente i partner che, a seguito della fine di una relazione, cercano di punire, umiliare o controllare l’altro.

 

Come tutelarsi?

  • Prima di inviare fermati un attimo e concediti il tempo di porti le seguenti domande:

“Lo voglio fare veramente?”, “Che emozioni mi suscita il pensiero di farlo?” , “Quali sono le conseguenze se lo faccio?”

  • “Cosa potrebbe accadere se non lo faccio?”. Se te lo stai chiedendo, già questo potrebbe essere un campanello di allarme a cui prestare attenzione.

In una relazione “sana” e di fiducia non ci si sente in obbligo per paura delle conseguenze, ma piuttosto liberi di scegliere se e come esprimersi anche e soprattutto rispetto alla sessualità.

  • Quando sei sicura/o di volerlo fare cerca di stare attenta/o a non mostrare il volto o dettagli che potrebbero farti riconoscere
  • Proteggi i dati più intimi con una password
  • Qualora, nonostante il tuo rifiuto, qualcuno insista per avere le tue foto o i tuoi video, parlane con i tuoi genitori o qualche altro adulto di cui ti fidi, senza vergogna e senza paura.
  • [PER GENITORI] Nel caso in cui vostro figlio o un amico si confidi con voi, non giudicatelo: sta chiedendo il vostro supporto. Cerca di capire cosa sta vivendo e le sue motivazioni, e aiutalo ad essere consapevole delle possibili conseguenze.  

 

Se invece state già vivendo questa situazione rivolgetevi alle forze dell’ordine, cercate aiuto: ricordatevi che si tratta ormai di reati perseguibili e punibili dalla legge.


 

Articolo scritto a quattro mani con la Dott.ssa Lucia Musmeci